Studio Life #11 – Novembre 2025
Studio IRL, How We Design: Italpet Store, Studio Chat, Studio Tips
Studio IRL (In Real Life)




Sezione Grafica o Mario Schifano?
Where’s Waldo?
Aldo “Vettorializzatore Supremo del Regno Bézier”, vince tutto.
Più Ulrich Schärer Münsingen per tutti (guarda lo Studio Chat)
How We Design: Italpet Store
How we did it:
Abbiamo progettato gli spazi del nuovo store Italpet a Vicenza, occupandosi sia dell’organizzazione del layout che del design degli interni, in collaborazione con lo studio Be Architettura.
Il negozio, che si occupa della vendita di cibo e accessori per animali domestici, doveva rispondere sia a esigenze commerciali che di comunicazione, con un’attenzione speciale rispetto all’utilizzo di moduli già esistenti e alla scelta di materiali, finiture e colori in linea con l’identità visiva di Italpet.
Il layout del negozio è stato pensato come un percorso obbligato, che guida i clienti lungo due sezioni distinte dedicate al mondo del cane e a quello del gatto. Questa divisione funzionale orienta facilmente l’esperienza di acquisto del cliente. Gli scaffali perimetrali, sviluppati in altezza, sono stati pensati per massimizzare lo spazio espositivo lungo le pareti. Quelli centrali, più bassi, garantiscono visibilità e continuità con l’intero store. I tavoli ovali in vetrina, invece, diventano superfici dedicate all’esposizione di articoli selezionati visibili anche dall’esterno.


La comunicazione visiva accompagna ogni fase dell’esperienza: dalle insegne esterne, che attirano lo sguardo e definiscono l’identità del punto vendita, ai videowall che dialogano con l’esterno. Internamente, un sistema di segnaletica a scaffale facilita la ricerca dei prodotti e rafforza la struttura del percorso.
Studio Chat
C’era un tempo in cui Sezione Grafica era una sogno in attesa di essere preso sul serio, figuriamoci uno spazio fisico… però i mobili li avevamo già scelti: lo studio sarebbe stato arredato di tutto punto di librerie USM… magari verdi, ma sono belle tutte…
Notate per la prima volta da me (Flavia) mentre ero in Erasmus a Parigi (alleghiamo immagine del 2017). Subito amate per le linee pulite, lo sfavillio delle cromature e poi quella botta di colore audace. Ci è voluto poco per trovare il brand e poi iniziare a notarle dappertutto.
La loro bellezza estetica coincide con la loro storia, una di quelle che piace a noi: svizzere, identiche da sempre, un sistema modulare tenuto insieme da piccole sfere in acciaio che connettono i tubi metallici, che a loro volta sorreggono i pannelli. Versatilità totale e effetto scenico assicurato.
Da allora per noi le USM sono diventate un feticcio: ci piace trovare i moduli più strani, vederle in composizioni gigantesche, trovarle ignorate negli uffici degli altri, scoprire modi pazzeschi di utilizzarle (es. fasciatoio, carrellino porta liquori…).


Quando abbiamo finalmente avuto il nostro studio abbiamo tenuto spazio per loro. Piano piano abbiamo iniziato a comprarle, e ognuna ha una storia che potremmo stare qui a raccontare. L’ultima (che resterà ultima per un po’) è verde, come abbiamo sempre sognato, e Aldo e Giovanni sono andati a prenderla a Trento, smontata e portata qui in sala riunioni.




Sembra quasi un cerchio che si chiude, e mi piace pensare che è anche grazie alle USM che a un certo punto è diventato più chiaro immaginare Sezione Grafica, e poi farla diventare realtà.
↓ Studio Tips ↓
Album del mese:
Film del mese:
Punch-Drunk Love di Paul Thomas Anderson
Libro del mese:
La vita tra reale e virtuale, Zygmunt Bauman
Match del mese:
Ricetta del mese:
Alla prossima!
S.G.




